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Monopoli e la sua storia

La Storia di seguito trattata, suddivisa in periodi, non è da ritenersi esauriente, ma serve essenzialmente per dare una collocazione socio-culturale al paese
Preistoria
Il territorio di Monopoli ha visto la presenza dell’uomo da almeno 20.000 anni, come testimoniano i rinvenimenti archeologici presso la “Grotta delle Mura”, vicino a Porto Rosso.
Nell’Età del Bronzo, circa 4000 anni fa, erano presenti alcuni insediamenti capannicoli sulla penisoletta confinante col “Porto Canale”; un’insenatura marina non più esistente che dall’attuale Porto Vecchio penetrava nel territorio fino a lambire l’attuale Piazza Manzoni.

  • V sec. a.C. – IV sec. d.C.
    Tra il V e il IV sec.a.C. il territorio monopolitano vide il sorgere di una città messapica la cui presenza è testimoniata dai ritrovamenti archeologici della sua necropoli, nell’area dove sorge ora la Cattedrale.
    A partire dal 190 a C. la città Messapica in questione subì una crisi sia demografica che economica ma la sua memoria rimane poiché venne menzionata con il nome di “Portus Poediculorum”( Porto Piede) nella “Tabula Peutingeriana”, un’antica carta geografica di origine romana.
     
  • IV- VI secolo d.C.
    Le invasioni barbariche indebolirono l’Impero Romano che nel 395 d.C. si divise in due parti: Impero Romano d’Oriente e d’Occidente, in cui era compresa tutta l’Italia, venne a cadere a favore della formazione di regni ”romano -barbarici”.
    Quando al trono dell’impero Romano d’Oriente salì Giustiniano (527-565 d.C.), questi cercò di riunificare il vecchio Impero Romano a danno dei barbari, scontrandosi in Italia con i Goti (guerra “greco-gotica”). Durante questa guerra i Goti di Totila saccheggiarono Egnazia (545 d.C.) i cui abitanti si rifugiarono a nord dove erano presenti diversi insediamenti rupestri, tra cui quello sorto in corrispondenza di Porto Piede, chiamato dai Greci”Cripteis” e dai barbari “Citta delle Tane”. Si ebbe così un rapido declino di Egnazia e l’ascesa del vicino unico nucleo abitativo a nord diventando così l’unico polo di aggregazione delle genti locali:Mono Polis, Città Unica, quindi Monopoli.
    Una versione “più mitologica” vuole Monopoli fontadata dai Cretesi che, fuggiti dalla loro isola dopo la morte del R e Minosse, si insediarono lungo le coste pugliesi. Al nuovo centro fu dato il nome di Minopoli in omaggio del loro Re(da Minos Polis, Città di Minosse).
     
  • VII-X secolo
    Monopoli venne dominata prima dai Longobardi(650 D.C.) e poi dai Bizzantini(663 d.C.) che vi rimasero per circa quattro secoli influenzandone le tradizioni culturali e religiose. Questo periodo segnò l’ascesa di Monopoli soprattutto nell’ambito del commercio marittimo. 
  • XI-XV secolo
    Nel 1033 sorse la Diocesi di Monopoli con a capo il Vescovo Leone I, dipendente dalla sede di Brindisi che a sua volta faceva capo a Costantinopoli. Nel 1091 il Vescovo Romualdo, colui che permise la costruzione della Cattedrale Romanica, riuscì a distaccare la diocesi di Monopoli da quella di Brindisi in modo che dipendesse direttamente dalla Santa Sede di Roma.
    Nel 1049 ebbe inizio la dominazione dei Normanni che, dopo aver sconfitto i Bizantini, avviarono importanti opere difensive quali l’insabbiamento dell’antico Porto Canale, l’ampliamento dell’antico castello e il rinforzo delle mura di cinta. Ai Normanni subentrarono gli Svevi con Federico II (1220-1248)che, oltre ad ampliare ulteriormente il castello medievale, estesero il perimetro della cinta muraria fino ad inglobare approssimativamente tutto l’attuale centro storico. Nel 1266 ebbe inizio il predominio della Dinastia Angioina, durante il quale Roberto D’Angiò concesse all’Università di Monopoli l’autorizzazione ad effettuare la Fiera dell’Annunziata (1358) dove i commercianti erano esenti dal pagamento delle tasse.
    Durante la regnanza degli Angioini una serie di eventi di successione monarchica esasperarono la cittadinanza a tal punto da indurla a radere al suolo il Castello (1414); probabilmente causa scatenante della sommossa popolarefu la cattiva gestione dell’apertura delle porte della città.
    Monopoli perse per un breve periodo la sua libertà sotto il Principe di Taranto Giovannantonio del Balzo Orsini nel 1435 e, nel 1453, con l’avvento di Alfonso d’Aragona, la città riacquistò i privilegi demaniali fino al 1495, quando i Veneziani la conquistano insieme ad altre città costiere.
     
  • XVI – XVII secolo
    Tra il 1495 ed il 1530, nel pieno della guerra Franco-Spagnola, Monopoli subì un’alternanza di dominazioni dei Veneziani e degli Spagnoli. I Veneziani conquistarono la città di Monopoli nel 1495, la persero nel 1509 e la riconquistarono nel 1528; in quest’anno la sensazione di un imminente attacco spagnolo fu così forte che il Governatore veneziano Andrea Gritti ordinò il rinforzo delle mura di cinta, l’abbattimento di tutte le case, le chiese (S.Francesco e S.Maria Nova) e i palazzi fuori dalle mura nonché lo sgombero del Monastero delle Benedettine Nere, ubicato nelle mura di cinta. Nel1529 giunse il temuto attacco, capeggiato dal Marchese Del Vasto, forte di quattromila fanti spagnoli e duemila fanti italiani.Dopo quattro mesi di strenue difesa, a cui partecipò anche la popolazione, l’esercito spagnolo fu respinto. La vittoria fu però vana in quanto con la pace di Cambrai (1529), siglata tra Francia, Spagna, il Papa e Venezia, molte città, tra cui Monopoli, passarono dal domino veneto a quello spagnolo. Per far fronte alle spese militari il Re di Spagna Carlo V cedette Monopoli come Baronia a Pietro Faraone di Messina, ma i monopolitani riscattarono la libertà il 18 Aprile 1530 pagando 51.000 ducati. Sotto il governo spagnolo furono riedificate le mura di cinta e costruito l’attuale castello.
  • XVIII secolo
    Alla dominazione spagnola subentrò quella austriaca (1713) e quindi quella borbonica (1734) durante la quale i canonici decisero di abbattere la Cattedrale romanica per costruire quella attuale(1742-1772) e fu autorizzata l’espansione urbana fuori dalle mura di cinta dell’antico centro(Re Ferdinando IV-1788)
  • XIX secolo
    Con l’avvento di Napoleone il Regno di Napoli, sottratto ai Borboni, fu affidato a Gioacchino Murat nel 1806, ma già nel 1815, con la “restaurazione” dei vecchi regni, ritornò Ferdinando IV di Borbone che, divenuto Re delle “Due Sicilie”, assunse il nuovo nome di Ferdinando I. Il 21 Ottobre 1861, con un plebiscito svoltosi nella chiesa di S.Francesco d’Assisi, a quel tempoconfiscata dallo Stato, i Monopolitani dettero parere favorevole all’annessione al Regno d’Italia,confermando una volontà già espressa segretamente durante i Moti Carbonari. La carenza di lavoro mutò ben presto le gioie per la sospirata unità d’Italia e favorì il diffondersi del Brigantaggio.
  • XX secolo
    Quando sembrava che la situazione economica cominciasse a migliorare, le Guerre Mondiali spazzarono via molte delle speranze degli Italiani. Solo nel dopoguerra gli italiani si impegnarono nella ripresa e i Monopolitani cercarono di sfruttare le proprie risorse concentrate soprattutto nella zona portuale come centro di importanti attività commerciali.
    Il 28 Agosto 1971 al largo di Monopoli si incendiò la nave passeggeri Helena . La spontanea collaborazione di tutta la cittadinanza alle operazioni di soccorso meritò il riconoscimento (con Decreto del Presidente della Repubblica del 19 Aprile 1972) di una Medaglia d’Argento al Valore Civile.
    Nel 1986 la Santa Sede fuse le Diocesi di Monopoli e Conversano, stabilendo in quest’ultima città di sede vescovile.
    Nel 1991 giunsero al porto di Monopoli numerosi profughi dell’est europeo, in prevalenza Albanesi.


Bibliografia: *”cenni storici”: “abbasce u pejise vècchje” associazione culturale “pietre vive” cattedrale Monopoli

Da vedere a Monopoli

  1. CASTELLO DI CARLO V : nasce come castello Normanno-Svevo distrutto da una sommossa popolare nel 1414, dopo l’assedio spagnolo del 1529 per volontà del Re di Spagna Carlo V il castello insieme alle mura di cinta vengono ricostruite nel 1552, il castello sotto il dominio spagnolo assume il ruolo di rappresentanza del potere centrale, mentre le mura assumono il ruolo difensivo. Nel 1831 con Francesco I, Re delle Due Sicilie, trasformò il castello in carcere manda con la presenza di celle di detenzione. Il carcere verrà chiuso nel 1969 e rimase in stato di abbandono sino agli anni ’80. Allo stato attuale è stato restaurato avendo la funzione di contenitore culturale e museo di se stesso. 
     
  2. Torrione di S. Maria 
    Una delle poche strutture difensive delle antiche mura sopravvissute nel tempo. Sul torriore sono state collocati 2 dei 25 cannoni del XIX secolo provenienti da Gaeta, donati dallo Stato Unitario nel 1868. Difronte al torriore sorge la chiesa di S.Maria della Zaffera, chiamata così perché custodiva un’icona della Madonna con l’abito color Zaffiro. Attualmente l’icona si trova nel Museo Diocesano.
     
  3. CHIESA DI SAN SALVATORE 
    Chiesa di san Salvatore, la cui costruzione risale al 313 d.C. grazie al contributo dell’imperatore Costantino. La ebbe la funzione di parrocchia dal 1573 al 1921, dopo essere stata abbandonata e più volte saccheggiata.
     
  4. CHIESA DI SAN VITO 
    Chiesa del XII secolo , appartenuta al principio alla famiglia Del Lago, e attualmente ancora, di proprietà privata, conserva attualmente una tela raffigurante il Santo.
    Largo S.Giovanni
    All’interno del largo vi è situata la chiesa di San Giovanni ,1300; e l’Ospedale Gerosolimitano che ci ricordano come Monopoli sia stata un’importante sede dei Cavalieri di Malta
     
  5. PIAZZA PALMIERI 
    La piazza considerata più antica della città. Palazzo costruito alla fine del XVIII secolo, in stile tardo barocco. Il palazzo tra il 1960 e il 1990, fu sede dell’istituto Statale d’Arte. Su Piazza Palmieri domina il campanile di SS.Pietro e Paolo, realizzato nel XVIII secolo su un’antica torre d’avvistamento, mentre ‘attuale chiesa di S.Pietro e Paolo è stata costruita nel XVI secolo, dopo quella del 329 d.C. e quella medievale in stile Romanico. Attualmente chiusa per motivi di sicurezza.
     
  6. VIA SAN LEONARDO 
    In via San Leonardo vi troviamo la Chiesa di San Leonardo e l’ex monastero delle Benedettine.
    La chiesa fu edificata nel 1745 dall’ingegnere leccese Mauro Manieri, in stile tardo-barocco. All’interno si trovano una serie di dipinti del XVI e XXVII secolo di scuola veneta e napoletana. L’ex Monastero delle Benedettine, di origine cinquecentesca, fu confiscato dallo stato dopo l’Unità d’Italia, è stato sede di alcune scuole e attualmente non ha destinazione d’uso.
     
  7. CHIESA DI S.MARIA DEL SUFFRAGIO 
    Risalendo via Argento troviamo sulla nostra destra la Chiesa di S.Maria del Sufragio, comunemente chiamata “Purgatorio”; costruita nel 1668 diciotto anni dopo fu gravemente danneggiata dal crollo del campanile della Cattedrale romanica, la chiesa fu completata nel 1716. La chiesa al suo interno è in stile barocco classico, con un forte utilizzo della pietra leccese. Molto interessante il portone in legno, sul quale cono scolpiti in modo simbolico tutti i mestieri dal basso verso l’alto per importanza sociale, la cui differenza è pareggiata alla morte , allegoricamente rappresentata da due scheletri.
     
  8. CATTEDRALE MARIA SS.DELLA MADIA 
    La Cattedrale Maria SS. Della Madia, realizzata dal 1742 al 1772, in stile tardo barocca; la chiesa va a sostituire la chiesa romanica del XII secolo, ritenuta inadeguata “al popolo cresciuto”. Costruita da due “maestri muratori ingegneri” di Michele Colangiulli di Acquaviva e Pietro Magarelli di Molfetta. La Cattedrale si sviluppa su 3 navate lunghe 64 m, arricchite di una serie di cappelle, alcune delle quali impreziosite da dipinti , olio su tela, , come ; la “Cappella del Santissimo”, la “Cappella si S. Michele Arcangelo”, o la “Cappella di San Giacomo Campostella”, ed altri ancora.
    Di gran lunga interessante è la cappella superiore, datata 1675, si ritiene di scuola veneta. All’interno della cappella sopraelevata troviamo “il trionfo”, ossia l’altare alzato da quattro colonne di marmo verde, su alti piedistalli; che innalza un’ altare sul quale vi è un’icona romanica, modello poi di tante madonne bizantineggianti in Puglia, la Madonna della Madia(madonna della zattera), una tela giunta nel porto monopolitano su di una zattera il 16 Dicembre del 1117 e da allora divenuta la protettrice della città.
    La Cattedrale è fiancheggiata da un muraglione edificato nel 1786 per tutelare dai venti i fedeli. Difronte alla cattedrale si trova il Palazzo vescovile edificato nel 1609 il cui ingresso principale si trova alle spalle; mentre sulla destra (avendo alle spalle la porta della cattedrale) vi è l’ex Palazzo del Seminario, divenuto ormai l’Archivio Unico Diocesano ed il Museo Diocesano.
     
  9. CHIESA RUPESTRE DELLA MADONNA DEL SOCCORSO 
    I villaggi rupestri, generalmente ampliamenti di cavità naturali, storicamente sviluppatisi tra il IX e XVI sec., erano del tipo "a parete", legati alla conformazione geologica di un territorio molto friabile per l’abbondante presenza di tufo calcarenitico. La chiesa rupestre della madonna del soccorso è una delle 24 chiese rupestri presenti sul territorio monopolitano e una delle poche presenti nel centro del paese; internamente la chiesa si divide in due ambienti: il naos destinato ai fedeli e il bema riservato al clero e, sulle pareti, è ancora visibile un affresco rappresentante una “Madonna con un bambino” del XIII secolo purtroppo rovinato dall’umidità dovuta agli affioramenti di acqua salmastra.
     
  10. CHIESA AMALFITANA
    Nel 1059, secondo tradizione, alcuni marinai di Amalfi, scampati ad una tempesta, scesero a pregare in una grotta di monacibasiliani presso la scogliera dove erano approdati. Ai monaci manifestarono il proposito di fare nella grotta un santuario e compiere così il voto fatto alla Madonna. Cento anni dopo, quando la presenza di questa colonia ebbe peso maggiore nella città cresciuta, gli amalfitani eressero sul tempietto sotterraneo la basilica romanica, che i restauri in questo secolo hanno riportato alla luce. La facciata rimane quella del settecento, ma l'interno è stato restituito agli archi e alle colonne dell'antica armonia. Attualmente la cripta presenta ancora il fonte battesimale ad immersione.
     
  11. TORRE CIVICA 
    La torre civica a pianta poligonale presenta, ingoblata nella parte inferiore, la “colonna dell’infame” dove venivano legati coloro che dovevano essere sottoposti a pubblica umiliazione.
     
  12. CHIESA DI SAN DOMENICO 
    Sulla chiesa rupestre della Madonna del Soccorso troviamo la chiesa di san Domenico risalente al XVI secolo con annesso l’ex convento dei Domenicani; la facciata della chiesa è in stile rinascimentale, dove si raccolgono i temi principali della salvezza: attraverso “la passione” del cristo coronato di spine; la Vergine con in grembo Gesù “l’incarnazione” e in cima al timpano “La resurrezione” attraverso la statua di Gesù; fantastico il rosone a petali.
     
  13. MONASTERO DI CLAUSURA 
    Sul sacrato della chiesa di S. Domenico si affaccia il campanile della Chiesa di SS. Giuseppe ed Anna con l’annesso Monastero delle Monacelle fondato il 1616, questo Monastero ospitava 33 Monache di clausura, numero coincidente con gli anni di Cristo. Il Monastero venne chiuso nel 1845 per insufficiente numero di Monache. La chiesa venne sconsacrata negli anni ’50 e da allora versa in stato d’abbandono. 

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